Roccaforzata

Il suo antico nome era Roca Vecchia e le prime notizie certe risalgono al 1300.

A 15 km da Taranto, Roccaforzata deve il suo attuale toponimo alla famiglia Laforza, una delle ultime che qui espressero il proprio potere, ma la piccola cittadina arroccata sulla Serra di Sant’Elia reca anche le tracce della cultura albanese giunta fin qui grazie a Giorgio Castriota Scanderberg inviato a sua volta da Re Ferrante d’Aragona per sedare le ribellioni dei baroni.

La comunità albanese era molto attiva e, prima di essere ridotta al silenzio dall’arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio che impose il passaggio dal rito greco a quello latino, lasciò il segno nella religiosità del paese come nella Chiesa della Santissima Trinità dalla facciata semplice e lineare. Nel punto più alto del paese si erge il palazzo baronale intorno al quale continuano ad aleggiare storie di fantasmi e avventure fantastiche. Il palazzo di pianta quadrangolare e con la facciata rivolta a est mostra i tipici tratti della residenza feudale rinascimentale.

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